The Dad Horse Experience

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Cantautore o predicatore, Dad Horse Ottn, ha travolto musicalmente il Combo. L’uomo con un banjo, nel suo lungo sentiero ha fatto ‘sosta’ a Perugia, per presentare il suo ultimo disco, ‘Too Close to Heaven’. Un mix di country, post-punk, gospel che ha riempito la serata con una energia straordinaria, profonda ma semplice ed umile.

Dad Horse un giorno vide la luce, pardon, un banjo di luce, ed ha cominciato a predicare cantando. Non una predicazione religiosa ma l’esperienza di Dad Horse. Un viaggio lunghissimo, che ha attraversato Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Italia. E molti sono stati salvati dalla perdizione e dai modi violenti attraverso il contatto con la sua predicazione banjo.

L’esperienza spirituale di Dad Horse, intrisa di una religiosità popolare, della verità ineffabile della Misericordia, la Resurrezione e la Vita Eterna, è racchiusa nelle undici ‘track-preghiere’ di ‘Too Close to Heaven’.

Un album che arriva in Italia nel 2010, curioso, singolare e carico di emotività con musica roots, folk e contaminazioni gospel, un blues spiritualmente primitivo e potente. Suona ‘armato’ di solo banjo per le strade del mondo e la sua voce tesse il ‘verbo di Dio’, The Horse Experience è una one-man band assolutamente fuori da qualsiasi schema.

Carter Family e Roy Acuff vengono considerati i maggiori ispiratori di questo sound, ma si sostiene anche l’influenza da parte di artisti del calibro di Hawkwind, Excuma e Washington Phillips. In ‘Too Close to Heaven’ convivono ironia e provocazione. Attraverso banjo e voce, un kazoo in ‘Through The Hole’, The Dad Horse Experience trascina nelle sue impervie prediche e missioni di redenzione, radicate nelle sonorità e nella cultura del sud degli Stati Uniti, in cui ‘Gates of Heaven’, descrive un vero e proprio anelito al paradiso, dove vorrebbe ritrovare la madre scomparsa, una volta liberatosi del proprio fardello di peccatore. E così con ‘Falling’ e ‘Find my body down’, irruente per quanto intense, fino ad un intero testo in lingua tedesca, ‘Schwarz Gruen Weiss’. Ma sono i brani di ‘Lord Must Fix My Soul’ e ‘Dried out river’ che evocano le sonorità aspre e torbide che caratterizzano l’intero album.

Si trova a suo agio di fronte ad un pubblico incuriosito da questo artista estroverso e bizzarro che con un back line di tutto rispetto, banjo, kazoo e bass pedal, suona la ‘sua’ musica e canta canzoni che parlano di salvezza e liberazione e che rivelano una continua ricerca di se stesso.

Di fattezze particolari, questo musicista di origine tedesca, nato in un cimitero della Germania del sud, lascia poco spazio all’immaginazione e narra con un linguaggio schietto e diretto di atmosfere oscure, spoglie e di una gioventù travagliata in cui ha vissuto più vite fin quando trova la fede in Dio ed inizia la sua surreale predicazione itinerante.

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