Potage

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potage

In collaborazione con la Frequenza Eventi

Prima del concerto Dama Dj set in aperitivo con ricco buffet!

 

Non eravamo già più ragazzi quando ci passò per la testa quest’idea, e non eravamo ancora del tutto uomini. Reduci da una pesante stagione di impegno politico e senso del dovere rivoluzionario, attraversati dalla corrente del movimento del ’77 che lasciò dietro di se’ grandi sogni ed altrettanto enormi macerie, trovammo nel punk un modo di riemergere dalla devastazione del riflusso. Ci eravamo incontrati nelle stanzette dello stabile di Piazza Roma a Como dove aveva sede Lotta Continua, l’organizzazione rivoluzionaria diventata nel frattempo “uno stato d’animo”, e che avrebbero in seguito ospitato il Rock Club 52. Speedy Angel, il Capo, più vecchio di me di 5 anni, tracciò la linea. Ci aveva già provato – dopo il turbinio di iniziative collegate con la presentazione alle elezioni comasche della lista “Spartito Rock” nell’aprile ’80 – con la sua prima band: “Speedy Angel & his Fun Rockers”. La loro delirante esibizione al “Settembre a Tremezzo” dell’81 cambiò per sempre le cose sulla sponda occidentale del Lario, e lui decise di spostarvi la sua attività. Contattò nuovi compagni, trovò una sala prove adatta e teorizzò la post-wave, nella quale inglobò suoni e comportamenti della sua adolescenza di giovane beatnik nostrano da mixare con quanto di nuovo ed eccitante arrivava dai paesi anglofoni (Ramones e Sex Pistols su tutti) e con il rock demenziale che circolava per l’Italia, a cui aggiungere, ad insaporire ulteriormente la pietanza, reminiscenze beatlesiane e la tardiva scoperta del rockabilly. Questi gli ingredienti alla base del nascente, scalcinato sound dei Potage.

LA TRIBU’ POTAGE
Prime prove nell’autunno ’82, in un vecchio capannone. Subito venne arruolato un giovanissimo Big Luca alla batteria, che assieme a Speedy, Sench e Silver Paul (conosciuto più avanti, nel 1984, e più volte uscito e rientrato in pianta stabile nella band senza mai cessare con essa una qualche forma di collaborazione) avrebbe costituito la formazione più conosciuta ed apprezzata dei Potage.
Molti altri compagni di viaggio hanno percorso tratti della stessa strada: dal Reverendo a Lanky Clive, da Crazy Erika a David Action, da Marcom McZanot a Mario Cannone a Kim Harley. E con loro altri amici, a formare una tribù: “Potage una volta, Potage per sempre”.
Mai avremmo immaginato allora di durare così tanto, diventando una tra le più longeve e s/conosciute “unfamous rock’n’roll bands” di sempre.
Il gruppo, la “banda”, con l’amicizia e l’affetto che vi circolavano, estraeva il meglio da ognuno di noi, catalizzando un sentire comune che moltiplicava l’empatia verso il pubblico dei fans: strano miracolo, per personaggi singolarmente umorali e spesso cupi, quello di rallegrare qualsiasi ambiente dove si trovassero a suonare.

ATTRAVERSO I TEMPI E LE TECNOLOGIE
Tenerezza umana e ruvidezza musicale, comunicatività e relazioni diffuse, impegno politico e sociale ed ironia, scarsa abilità tecnica spesso efficacemente utilizzata, geniali intuizioni e brutali cadute di stile, partecipazione immediata ad ogni nuovo sprazzo di movimento e capacità di tenere il fuoco acceso sotto le ceneri nei momenti di scomparsa di ogni contesto in cui esibirsi, distribuire i propri bislacchi pensieri, essere protagonisti. Abilità nel tagliare trasversalmente gli ambienti culturalmente più lontani ed inusitati camminando nello stesso tempo su strade secondarie e laterali. Sale prova arroccate nei posti più impensabili ed esibizioni per i pubblici più disparati. Musica registrata in ogni modo possibile, passando dall’epoca dei registratori a bobine a quella delle registrazioni digitali attraversando i giorni dei 4 piste analogici. Dai suoni impressi sui nastri magnetici alle audiocassette, dal vinile al compact disc. Documenti e fanzines scritti pigiando i tasti di vecchie macchine da scrivere meccaniche che divennero elettriche prima dell’avvento dei computer. Pagine composte con forbici, colla, e “trasferelli” per i titoli, fotocopiate su scassatissimi macchinari aziendali, evolutesi con i primi elementari programmi di videoscrittura per essere impresse con stampanti ad aghi verso le più moderne inkjet e laser. Immagini catturate dal super 8 e da macchine fotografiche su pellicola, per passare poi a immagini analogiche su videocassetta e digitali su dvd. E infine le memorie dei computer verso questo sito…

TRENT’ANNI DI MUSICA E NON SOLO
Sì, perché da allora ad oggi fanno quasi trent’anni, in cui – attraversando i nostri tempi e l’evoluzione tecnologica ed umana – ci siamo divertiti ed abbiamo cercato, spesso riuscendoci, di dispensare energia ed allegria, cultura e buona musica, leggerezza ed impegno, parole (a profusione) e teneri sguardi. E così molte persone hanno finito per affezionarsi a noi: i Potage, “una minuscola ma pericolosa rivelazione per i puri di cuore e gli innocenti”, come ebbe a dire un giorno un “prestigioso recensore”.

ADDIO, SPEEDY…
Fino a quel 27 giugno del 2009 in cui, alla fine di un concerto al Parco del Bersagliere di Cantù, Speedy ci annunciò che per un po’ non avrebbe potuto suonare, causa qualche problema di salute. A cui fece seguito per lui un lungo periodo di terribili sofferenze, vissute in silenzio, cercando – e gliene saremo eternamente grati – di tenercene il più possibile distanti. Per evitarci più devastazione di quella che la sua uscita di scena ha prodotto in noi, in quel maledetto 11 giugno 2010 in cui la nera signora l’ha prelevato – vincendo il suo coraggio, la sua voglia di vivere, la sua strenua resistenza – dall’affetto dei suoi cari per trasportarlo con la sua astronave nel luogo dove non si è più.

IL SITO ED IL FUTURO
E’ a lui che dedichiamo questo sito. A Speedy che da tempo avrebbe voluto farlo, e a tutti quelli che fin dai primi tempi ci hanno stimato e voluto bene e che qui troveranno stimoli per far riemergere nel loro spazio mentale piacevoli ricordi. Ma anche ai nostri più giovani amici, musicisti e non, che in questi ultimi anni ci hanno regalato con la loro energia nuovo entusiasmo, moltiplicando la voglia di suonare di questi “vecchi punk rocker”. E, consapevoli di esagerare un po’, ai ragazzi a cui da queste parti passerà per la testa di suonare in futuro, che magari riusciranno a rintracciare qui salde radici e qualche suggestione. Possibilmente per essere e fare cose diversissime, ma consapevoli del divenire del tempo e delle epoche storiche, della ribellione giovanile ma anche dei percorsi verso la vecchiaia.
Ce lo auguriamo perché vorremmo tenerlo vivo, aggiornandolo man mano che dai nostri archivi in perenne riordino riemergeranno nuovi materiali o che – come sta frequentemente succedendo – altre persone ci faranno avere immagini, suoni, filmati, materiali di cui nemmeno sapevamo l’esistenza.
E con l’aiuto fondamentale del Mico che il sito l’ha ideato e costruito speriamo di riuscirci.
E poi, anche perché forse i Potage superstiti, con Speedy come guida spirituale, riusciranno in futuro ad aggiungere qualche nuova puntata alla loro vicenda umana e musicale.
Rimanete sintonizzati, allora. E fatevi ogni tanto un giro da queste parti.
Un abbraccio a tutti quelli che passeranno per questo luogo.
E questa sera, prima di andare a dormire, fate una carezza ai vostri bambini, e dite loro che è la carezza dei Potage. Grazie.