The Orphane Brigade

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orphan

“The Orphan Brigade: a soundtrack to a ghost story” non è solo un disco, ma una vera e propria esperienza, è il caso di dirlo, al limite del paranormale. Tutto nasce quando tre songwriter, Ben Glover, Neilson Hubbard e Joshua Britt, decidono di incidere un nuovo album e filmare un documentario nell’Octagon Hall a Franklin, nel Kentucky, un edificio dell’epoca della guerra civile posto un tempo al centro di una piantagione e che si dia il caso essere ora infestato dai fantasmi: sicuramente uno dei più inquietanti luoghi d’America.
Il nome del progetto non poteva che essere una citazione dell’epoca: l’Orphan Brigade era infatti l’appellativo di un gruppo di combattenti del Kentucky particolarmente attivo durante la Guerra di Secessione.
L’ispirazione per questa potente combinazione di musica Roots e Storia sudista, proviene dalle vicende stesse della Octagon Hall, dalla lettura di scritti, poesie e testimonianze dei soldati secessionisti e unionisti che proprio in quei luoghi hanno combattuto e perso la vita per i propri ideali. I tre songwriter hanno così vestito i panni di padri, madri, mariti, amanti e migranti, cantando dei loro sogni, delle tribolazioni e delle loro speranze. I boati dei cannoni della guerra civile fanno da sfondo alle paure dei giovani soldati in “The Story You Tell Yourself”, ai tormenti per la donna amata nella accattivante “Trouble My Heart (Oh Harriet)” e alle storie straordinarie di fratellanza di chi combatte sotto la stessa bandiera in “Good Old Flag”. Le voci graffianti dell’irlandese Ben Glover e degli americani Neilson Hubbard e Joshua Britt sembrano fatte apposta per proiettarci nelle atmosfere tormentate di questa epoca lontana. Il disco è prodotto dallo stesso Neilson Hubbard e completano la line up Heather Donegan, Kim Richey, Danny Mitchell, Dean Marold e Eamon Mcloughlin, i cui nomi appaiono nel booklet come quelli degli attori nei titoli di coda di un film. E poi ci sono le special guest: Gretchen Peters, Barry Walsh, Carey Ott, Brad Talley, Zach Bevill, Jim DeMain e Ryan Beach.
“The Orphan Brigade: a soundtrack to a ghost story” è un disco che ci farà commuovere, ridere, arrabbiarci, che sferzerà le nostre coscienze raccontandoci la Storia con “S” maiuscola.