John Strada and the Wild Innocents

Home  /  Eventi Passati  /  2012  /  Current Page

02:00


John Strada è nato in una singolare borgata al crocicchio fra le province di Bologna, Ferrara e Modena. Il suo vero nome è Gianni Govoni, il nome d’arte John Strada l’ha ispirato Bruce Springsteen con la sua canzone manifesto, Born to Run. Comincia a suonare in gruppi locali e presto comincia a comporre canzoni originali. Negli anni ’90 escono i primi suoi due album: ‘Senza Tregua’ e ‘Cavalli Selvaggi’. In seguito John si trasferisce per qualche mese a New York, dove frequenta la scena musicale del Greenwich Village e si esibisce da solo unplugged al mitico Rock’n’roll cafe di Bleeker Street. Successivamente si trasferisce per tre anni a Londra e comincia a suonare in vari club della città. Continua a scrivere musica e a registrare canzoni con diversi musicisti. Zucchero e il compianto Pierangelo Bertoli si interessano ad alcune sue canzoni e la Warner Chappel si interessa lui come compositore della casa discografica.

Torna in Italia e fa uscire il terzo cd ‘Pezzi Di Vita’, che contiene tredici canzoni inedite ottenendo apprezzamenti della critica specializzata. Nel 2004 insieme alla sua band si esibisce live a Londra. Il concerto viene recensito positivamente da Beppe Severgnini sul Corriere della Sera.

Segue poi ‘Ho voglia di…’, un Ep con quattro nuove canzoni che doveva essere apripista per un intero album ma problemi contrattuali hanno bloccato l’operazione. Nel 2005 esce un live con il suo trio acustico ‘Live in the park’. Inoltre, John ha aperto concerti ad alcuni miti della storia del rock come Jefferson Airplame, Southside Johnny and the Asbury jukes, The Commitments solo per citarne alcuni. E’ anche uno degli ospiti fissi del Buskers Festival di Ferrara, la splendida manifestazione degli artisti di strada.

Una delle canzoni del nuovo album, Crevalcore 07-01-05, è in memoria delle vittime dell’incidente ferroviario avvenuto nei pressi della cittadina bolognese. “I finalesi Claudia, Diana e Donatello che hanno perso la vita in quell’incidente erano miei amici – spiega John Strada – , Claudia era una mia amica storica, una persona eccezionale. Un paio di notti dopo la tragedia ho imbracciato la chitarra e ho scritto quella canzone. L’ho scritta in pochi minuti, il tempo di suonarla ed era lì, come per magia. Un giovane regista di grande talento, Federico Regoli ha realizzato il video di questa canzone che si trova all’interno del cd”. Disco che sarà presentato in anteprima a Finale Emilia, nel Teatro Sociale, durante il concerto del 16 aprile.

“Le altre canzoni – riprende il cantautore emiliano – invece hanno una storia diversa. Le ho scritte apposta per questo progetto. La prima canzone è stata Mohamed. L’ho scritta in un’altra notte insonne. E’ ambientata a Ferrara, parla di un ragazzo marocchino, figlio di gente semplice che lavora duramente. Lui però è tentato dalla malavita e finisce ammazzato.
‘Km 36’. Un ragazzo un po’ instabile che trova serenità solo il venerdì quando incontra una prostituta, l’unica persona che riesce a farlo stare bene. All’improvviso lei sparisce e lui si suicida nel luogo dove si incontravano. A seguire ho scritto ‘Zaira’ che parla di cosa è successo alla prostituta. Poi, continuava a ronzarmi in testa quell’articolo di Fabrizio Gatti uscito sull’Espresso sui nuovi schiavi in Italia e ho scritto ‘Oro rosso’. ‘Voglio Ballare’ è stata l’ultima. L’ho scritta pochi giorni prima di entrare in sala”.

Le canzoni gli piacevano, ma voleva fare di più: unire la musica alla letteratura e alla pittura. Ha chiesto a Gianluca Morozzi (autore di libri di successo come ‘Blackout’, ‘L’era del porco’, ecc) se fosse interessato a partecipare al progetto. Si sono incontrati un pomeriggio a Bologna, gli ha fatto ascoltare le canzoni e lui ha accettato con entusiasmo.
Un paio di canzoni avevano sonorità sud americane. Aveva bisogno di un musicista di quelle parti per arrangiarle nel modo giusto, ed ecco il chitarrista brasiliano Nelson Machado. Gli arrangiamenti di Scheletri, Occhi spagnoli e Dimmi tu come si fa, sono suoi.

Mancava il pittore: “Ho conosciuto per caso Andrea Samaritani – dice – . E’ un fotografo fantastico. Non solo un professionista, un artista. Dipinge le sue foto e con il pennello riesce a dargli delle atmosfere molto personali. Quando le ho viste ho capito che si sposavano perfettamente con i suoni delle mie canzoni e le parole dei racconti di Gianluca”.
Gli altri musicisti che hanno collaborato sono Banzai alla fisarmonica, Peppo alle percussioni, Francesco Boni al contrabbasso, Michele Galli alla chitarra acustica, Miriam Mazzanti seconda voce, Gianni Ferrarri al mandolino e Federico Albonetti al sax. . Dal vivo Alex Cuocci alla batteria e Valerio ‘Jed’ Ghedini voce recitante.

Franco Vanini
quotidiano.net